Emanuele-Maniscalco

EMANUELE MANISCALCO

Musica

Il mio interesse principale è ascoltare. Mentre ascolto mi piace suonare melodie, ritmi e altri suoni, da solo o con altri. Non ho mai paura del silenzio, della lentezza o del vuoto. La ripetizione mi affascina come l’imprevedibilità. Credo, inoltre, che l’ironia nella musica sia un argomento serio.

Piano solo

Il pianoforte per me è come un grande cassetto aperto che contiene tutto quello che mi serve. A volte ci trovo dei guanti spaiati o una camicia stazzonata, a volte una vecchia fotografia emerge dalla confusione. Il momento più emozionante è quando trovo qualcosa di bello che non stavo cercando.

Bio

Nasce a Brescia nel 1983. Studia pianoforte con Corrado Guarino, Roberto Soggetti, Massimiliano Motterle,
Pierangelo Taboni, Gerardo Chimini. Frequenta il Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia tra il 2004 e il 2011, tuttavia l’assenza di una reale reciprocità tra lo studio delle musiche del passato e le urgenze del presente lo dissuade più volte dal completamento di un percorso accademico tradizionale. Batterista autodidatta, nel 2001 partecipa al Corso Biennale di Alta Qualificazione per Trio condotto da Stefano Battaglia, Paolino Dalla Porta e Fabrizio Sferra, presso la Fondazione Siena Jazz. Entra di conseguenza nel Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale coordinato da Battaglia, iniziando una fruttuosa collaborazione con il pianista e compositore milanese.

Dall’esperienza dei Laboratori nasce nel 2007 il quartetto Out-vestigation, che ha all’attivo un album (Jazz Engine Records). Nel 2003 e 2004 ha frequentato i Seminari Estivi Senesi, ottenendo una borsa di studio per il 14° Meeting IASJ (International Association of Schools of Jazz) a Freiburg (Germania). Dal 2004 al 2007 è stato batterista di Enrico Rava nei gruppi “Rava Under 21”, “New Generation”ed “Enrico Rava Quintet”.
Ha collaborato stabilmente con i gruppi di Emanuele Cisi, Ares Tavolazzi, Roberto Cecchetto, Paolo Birro, Simone Guiducci, Salvatore Maiore, Walter Beltrami, Fulvio Sigurtà, Giovanni Guidi, e molti altri musicisti del
jazz italiano ed europeo. L’urgenza di esprimere contenuti musicali più personali lo ha portato a sperimentare – e in più di un caso a confermare – collaborazioni con Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti, Fausto Beccalossi, Enrico Terragnoli, Dan Kinzelman, Karsten Lipp, Paolo Biasi.

Negli ultimi anni ha lavorato stabilmente con due gruppi – il quartetto “From Time to Time” (al pianoforte) e il sestetto “Slow Band” (alla batteria) – e a un progetto in piano solo. Ha registrato circa quindici album come

sideman e si è esibito in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Danimarca, Belgio, Gran Bretagna, Polonia, Romania e Giappone. A ottobre del 2010 esce “Slow Band”, il primo disco a proprio nome, per l’etichetta indipendente Re:think-art Records. Un anno dopo, nello stesso periodo, arriva anche l’esordio come pianista: “From Time To Time”, per El Gallo Rojo. A marzo 2013 è uscito il disco, contenente sue composizioni, del trio svizzero-italiano “Third Reel” (una collaborazione tra Maniscalco, Nicolas Masson e Roberto Pianca), per l’etichetta discografica ECM.

Vive a Copenaghen, dove è stato selezionato per entrare nel programma “Solist” del Rytmisk Musikkonservatorium – una delle più importanti scuole di musica moderna in nord Europa: qui ha occasione di coltivare un percorso di ricerca totalmente autonomo per due anni, lavorando a nuovi progetti originali e al tempo stesso studiando individualmente con Bobo Stenson, Thomas Morgan, Jakob Bro, Carsten Dahl e altri.

http://emanuelemaniscalco.com/

 

Music

My main interest is listening. While doing that, I enjoy playing melodies, rhythms and other sounds, by myself or together with other people. I am never scared of silence, slowness or emptiness. Repetition fascinates me, as well as unpredictability. Besides all this, I believe that irony in music is a very serious matter.

Piano solo

A piano is like a big open drawer to me. It just contains everything I need. Sometimes I pick an unpaired glove out of it, or a wrinkled shirt. Sometimes an old picture may emerge from the mess. The most exciting part comes when I find something beautiful I was not looking for.

 

Photo: Giorgio Festa