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FROM TIME TO TIME

EMANUELE MANISCALCO : pianoforte
FRANCESCO BIGONI : sax tenore e clarinetto
GIULIO CORINI : contrabbasso
NELIDE BANDELLO : batteria

From Time To Time è un quartetto fondato nel 2009 dal pianista e compositore Emanuele Maniscalco. È caratterizzato da un’urgenza per l’improvvisazione creativa che affonda le proprie radici nel jazz, nel folk e nella musica d’arte contemporanea.

Negli ultimi dieci anni i quattro musicisti hanno suonato insieme all’interno di svariate formazioni (dai gruppi di Stefano Battaglia a quelli di Enrico Rava), coltivando esperienze di lavoro e amicizia che li hanno condotti a una naturalezza espressiva e a un’empatia ben percepibili da chi assiste ai loro concerti insieme.

La cura per le sfumature timbriche, un approccio alla musica personale e sottilmente ironico, misurato e anti-virtuosistico, il gusto per la melodia e il ritmo sono solo alcuni dei tratti comuni alla sensibilità di questi musicisti, sempre liberi di esplorare in autonomia e in costante reciprocità. Non decidono quasi mai un repertorio prestabilito, prima dei concerti: composizioni originali e improvvisazioni collettive possono essere affiancate a canzoni e standard del jazz in un flusso continuo, memore delle tradizioni ma concentrato soprattutto sul presente.

Hanno pubblicato un album (omonimo) per l’etichetta e collettivo indipendente El Gallo Rojo, dedicato a una personale rilettura delle composizioni del batterista e compositore americano Paul Motian, scomparso nel 2011 all’età di ottant’anni.

 

EMANUELE MANISCALCO : piano
FRANCESCO BIGONI : tenor saxophone
GIULIO CORINI : double-bass
NELIDE BANDELLO : drums

I think there is much reminiscence of jazz in this band – its contemporary open approach blends with carefully selected features from old and new jazz traditions. We have been playing together for almost four years and we released an album in late 2011. It contains some beautiful songs composed by Paul Motian, a great master of our time.

 

FROM TIME TO TIME WEBSITE

 

[…] l’arte del levare, del togliere; l’organizzazione dei silenzi prima che dei suoni, dei vuoti prima che dei pieni, dello spazio prima che del tempo. E quel coltivare una peculiare melodicità che quando sboccia, a tratti del tutto inattesa, nella scabra essenzialità dei suoi gesti si rivela misteriosamente contagiosa
Luigi Radassao – “Il Giornale della Musica”

Maniscalco si dimostra pianista telegrafico, introverso, giocando sui registri medi e gravi, secondo una poetica cara a Paul Bley
Enzo Boddi – “Jazzcolours”